CATANIA – Erano riusciti a bypassare le ndrine calabresi e a collaudare i rapporti direttamente con i narcotrafficanti sudamericani. Tutto avveniva attraverso una serie di contatti (sicuri) e una pianificazione oculata di viaggi in aereo per poter portare i carichi di cocaina da Santo Domingo a Catania. Le indagini della Guardia di Finanza hanno toccato anche gli scali aeroportuali di Roma e Madrid per poter ricostruire gli spostamenti dei « narcos » etnei che nei primi mesi di quest’anno sono finiti in manette nell’ambito dell’operazione Compadre. A finire in manette Giuseppe Galati, Patria Batista Melendez detta “Erika”, Francesco Di Prima soprannominato “Frasciame” e Stefano Borgese. Indagati anche Massimiliano La Piana e Renato Dario Gravagna.
Piu