Da De Gaulle a Mitterand quella francese è stata sempre un’intelligence da grande potenza. Gli attacchi di ISIS hanno però fatto emergere tutti i suoi limiti

di Marco Giaconi
I servizi di intelligence francesi sono nell’occhio del ciclone dopo i loro evidenti fallimenti nella previsione e nella prevenzione dei molteplici attacchi jihadisti sul loro territorio e su quello, limitrofo ma ugualmente poroso, del Belgio.
I servizi francesi oggi non gestiscono direttamente l’ordine pubblico né assolvono i compiti della polizia giudiziaria. Certamente, i limiti dimostrati dalle varie agenzie di Parigi sono tali da far pensare a un difetto non solo accidentale ma strutturale. Si tratta di un difetto che deriva sempre, come accade anche in Italia e altrove, da una qualche strozzatura tra il servizio e l’autorità politica, tra l’intelligence e il decision making.
“Se l’azione va bene, il merito sarà del governo, se va male la colpa sarà sua”, disse Giscard d’Estaing, presidente della Repubblica francese dal 1974 al 1981, al conte Alexandre De Marenches, storico capo dello SDECE (Service de Documentation Extérieure et de Contre-Espionnage, operativo fino al 1982) ordinandogli un golpe in Ciad. L’operazione andò bene: bastarono alcuni sacchi di dollari americani e una Brigata della Legione Straniera.
PIU: http://www.lookoutnews.it/francia-servizi-segreti/
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