Tonnellate di cocaina dal Sudamerica puntano verso l’Europa. E la porta d’ingresso principale continua a essere il porto di Gioia Tauro, in Calabria, il più grande terminal di trasbordo del Mediterraneo.
Usato dalla ’ndrangheta per far entrare il suo “oro bianco”. Chili e chili di cocaina, nascosti negli oltre tre milioni di container che ogni anno transitano nel porto calabrese. Panetti occultati tra casse di frutta e merci di ogni tipo. Solo nel 2016, nel porto sono stati sequestrati circa 1.700 chilogrammi di polvere bianca purissima.
E nel 2017, in poco più di un mese, sono stati già intercettati nei container 127 chili di cocaina in tre diverse operazioni antidroga. «I controlli per bloccare traffici illeciti e soprattutto l’utilizzo del porto di Gioia Tauro per i collegamenti tra il Sud America e l’Europa continuano e non si fermano», ha commentato il capo della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho.
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