NARCOTRAFICO: la cocaina che arriva in Europa ora passa dall’Africa

Dal Continente Nero passano 18 tonnellate di « polvere bianca » all’anno

Un mercato da oltre un miliardo l’anno creato dal nuovo patto fra narcotrafficanti e terroristi

Nel corso dei secoli la zona occidentale della regione sahelo-sahariana è stata un crocevia di popoli e culture differenti tra loro, che, con le loro carovane, affrontavano il deserto aprendo nuovi percorsi mai battuti fino ad allora. Oggi, questo immenso oceano di sabbia è diventato il teatro di una crisi geopolitica che rischia di destabilizzare l’intera Africa occidentale. La minaccia jihadista resta il principale pericolo, a cui si uniscono una forte precarietà istituzionale e un’emergenza umanitaria data dall’ingente flusso di profughi che dall’Africa subsahariana cerca di raggiungere le coste e attraversare il Mediterraneo.

In un simile scenario, il traffico internazionale di stupefacenti ha trovato un terreno fertile dove poter impiantare le proprie radici e sviluppare una rete che permetta di utilizzare percorsi alternativi rispetto a quelli praticati fino a pochi anni fa. Oltre al contrabbando di sigarette e armi, droghe come cannabis, hashish, anfetamina e cocaina transitano in quantità industriali nella zona attraversando facilmente le frontiere. Il commercio internazionale della “polvere bianca”, in particolare, ha cominciato ad utilizzare il Sahara come corridoio per raggiungere i mercati europei, mediorientali e asiatici.

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