FRANCE (Rosny-sous-bois – bobigny): 45 kg de cocaïne saisis

L’importateur présumé, originaire de Bobigny, a été interpellé avec deux autres hommes par la police judiciaire de Seine-Saint-Denis.

Des pains de cocaïne thermocollés recouverts de la photo d’un moustachu aux airs mexicains, arme en bandoulière. Impressionnante saisie que celle réalisée récemment par les enquêteurs de la police judiciaire de Seine-Saint-Denis : la balance affichait 45 kg.

Cette saisie record a eu lieu le 1er février à Rosny-sous-Bois. Elle faisait suite à une année d’enquête, comme l’indique une source proche de l’affaire.

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http://m.leparisien.fr/seine-saint-denis-93/rosny-sous-bois-bobigny-45-kg-de-cocaine-saisis-26-02-2018-7579734.php

ARMENIA (Yerevan): large quantities of narcotics smuggled from Iran

YEREVAN. – Along the lines of the criminal case being investigated by the Investigative Committee of Armenia, seven people have been charged with illegal drug trafficking.

Large amounts of narcotics were discovered and confiscated.

According to preliminary investigation, data were obtained that these illegal drugs were smuggled into Armenia from Iran.

Several Iranian citizens had smuggled these narcotics into Armenia and taken them to a rented apartment in the country.

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https://news.am/eng/news/438374.html

NARCOS: en privé, Trump affirme vouloir exécuter les dealers de drogue

S’inspirer des méthodes les plus expéditives mises en place en Asie?

C’est ce que semble vouloir faire Donald Trump pour lutter contre le trafic de drogue. Selon une enquête du site américain Axios, le président américain confierait, en privé, sa volonté d’exécuter les gros dealers de drogue. Et D’après plusieurs sources citées par ce site, Donald Trump se dirait admiratif des pratiques radicales mises en place par Singapour ou encore les Philippines, pour éradiquer les trafics.

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http://www.bfmtv.com/international/en-prive-trump-affirme-vouloir-executer-les-dealers-de-drogue-1382421.html

FRANCE (Oloron): un important trafic de cocaïne et de cannabis démantelé

Le réseau se fournissait en Espagne. Le « grossiste » espagnol a également été placé sous les verrous.

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http://www.larepubliquedespyrenees.fr/2018/02/26/oloron-un-important-trafic-de-cocaine-et-de-cannabis-demantele,2289890.php

CANADA: le ‘crime organisé’ prêt à riposter à la légalisation du cannabis

Guerre des prix, taux de THC plus élevé, exportation illégale ou vente sur Internet, tous les moyens sont bons pour riposter contre la légalisation du cannabis. Radio-Canada est entrée en contact avec plusieurs types de revendeurs de marijuana en région ou sur l’île de Montréal. Aucun d’entre eux n’entend cesser ses activités criminelles à l’approche de l’adoption du projet de loi.

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http://ici.radio-canada.ca/nouvelle/1084825/crime-organise-pret-riposter-legalisation-cannabis

DOUANE FRANÇAISE (Landes): deux contrôles sur l’A 63 permettent de saisir deux tonnes de cannabis

Les douaniers ont intercepté un camion avec 700 kg de résine et 300 kg d’herbe mardi, puis deux fourgons contenant 1 tonne de résine et 100 kg d’herbe mercredi…

C’est la juridiction interrégionale spécialisée (Jirs) de Bordeaux qui est désormais chargée des deux dossiers. Deux informations judiciaires ont été ouvertes.

NARCOTRAFFICO: la nuova geografia in America Latina

A febbraio dello scorso anno, la polizia australiana ha intercettato 1,4 tonnellate di cocaina a bordo di uno yacht neozelandese di fronte alle coste di Sydney. La novita’ del sequestro e’ che l’operazione é stata possibile grazie ad un allerta internazionale dell’intelligence marittimo della Direzione Generale del Territorio Marittimo e Marina Mercantile del Cile (Directemar), che aveva fatto sapere che l’imbarcazione da turismo aveva navigato in acque territoriali cilene ed aveva fatto scalo a Valdivia, Coquimbo e Isola di Pasqua prima di prendere il Pacifico fino all’Australia.
Il caso aveva provocato una crescente preoccupazione delle autorita’ cilene, che avevano allertato sull’uso di yacht internazionali -che possono navigare piu’ liberamente e non hanno obbligo di portare il segnalatore satellitare- per trafficare droghe dal Sudamerica.

Ad agosto del 2017, la Marina francese intercetto’ nel Pacifico de sud uno yacht con cocaina destinata all’Australia, valutata in 322 milioni Usd e il cui trasporto era stato organizzato dalle mafie sudamericane.

Bande messicane in Colombia

Da qualche tempo si parla di “colombizzazione” del Messico. Dagli anni 70 fino alla meta’ dei 90, i grandi cartelli della droga colombiani come quello di Medellin, Cali o il Norte del Valle avevano il controllo quasi totale del traffico verso gli Usa, loro principale mercato, e utilizzavano i narcos messicani come semplici intermediari o collaboratori durante il percorso. La morte di Pablo Escobar e l’estradizione di altri capi ha rimodellato il business, mettendo fine alle organizzazioni ultrapotenti colombiane ed ha fatto entrare nuovi attori interni come la guerriglia delle Farc o dell’Eln, mentre la mafie messicane cominciarono a spartirsi il maggior bottino, mantenendo comunque rapporti con le bande colombiane nella catena della fornitura.
Oggi il processo si starebbe invertendo, con una “messicanizzazione” della Colombia -come la chiamano alcuni analisti-, con i maggiori narcocartelli messicani che sono penetrati direttamente nel Paese sudamericano, con un apparente intento di controllare anche la produzione di cocaina nel luogo di origine. Secondo le autorita’, organizzazioni come il cartello di Sinaloa, Los Zetas e Jalisco Nueva Generacion hanno fatto irruzione con forza negli ultimi mesi in Colombia, approfittando del vuoto lasciato dalla smobilitazione delle Farc l’anno scorso e dell’indebolimento del Clan del Golfo (conosciuto anche come Los Urabenos), molto debilitato dalle azioni della forza pubblica e dai sequestri record di droga a cui e’ stato soggetto nel 2017.
L’allerta lo ha dato il mese scorso il procuratore generale colombiano, Nestor Martinez, quando ha fatto sapere che i cartelli messicani stanno acquisendo piantagioni di coca ed hanno inviato nel Paese agronomi ed esperti chimici per migliorare la produttivita’ e la qualita’ della droga. “Ogni volta e’ sempre maggiore il numero di cittadini di questa nazionalita’ che partecipano ad azioni criminali: sono piu’ di un centinaio”, cosi al quotidiano El Tiempo, denunciando una crescita dell’arruolamento di sicari.
Secondo la Polizia Antinarcotici della Colombia, le mafie messicane sono gia’ presenti in dieci dipartimenti del Paese, e sono sempre piu’ visibili in citta’ come Medellin e Bogota, e sono protagonisti di azioni violente nella localita’ di Tumaco, una “piazza” molto ambita perche’ concentra le coltivazioni di coca -28.000 ettari, che possono produrre 190 tonnellate di cocaina all’anno- ed ha una rete fluviale che facilita l’uscita della droga verso il Pacifico.

Minacce

Le minacce “con lo stigma messicano” sono ormai vita quotidiana. Fernando Quijano, presidente della ONG Corporación para la Paz y el Desarrollo Social (Corpades), con sede a Medellin, ha fatto sapere ai vari media locali che i cartelli messicani “sono a capo del controllo delle strutture criminali del Paese” e che per questi stavano reclutando persone di fazioni dissidenti delle Farc. Poco dopo la sua denuncia, il mese scorso, ha rinunciato al suo incarico dopo aver ricevuto minacce di morte.
Per InSight Crime, un centro di analisi dei conflitti della regione, se e’ certa la presenza di membri dei cartelli messicani in Colombia, questo non deve essere inteso come una intenzione di “impegnarsi” nel business della droga in Colombia. “Per quanto sia serio il loro interesse a creare una catena di distribuzione piu’ verticale, per questi gruppi e’ difficile entrare in un panorama criminale cosi’ complesso come quello della Colombia, nel momento in cui gia’ funziona come tale e cosi’ e’”. “Questi gruppi inviano regolarmente ’emissari’ in Colombia per cercare nuovi soci, cosi’ come per supervisionare la produzione e la qualita’ della droga. Non e’ una coincidenza che le autorita’ hanno individuato la presenza di messicani in regioni dove le Farc o Los Urabenos erano soliti avere un forte controllo”, dice questo think tank, che sottolinea come il fenomeno debba essere inteso “nel contesto del cambiamento del panorama criminale in Colombia”.
Organizzazioni criminali brasiliane puntano ad est
Nate all’interno del violento sistema penitenziario del Brasile, il Primer Comando Capital (PCC) e il Comando Vermelho sono cresciuti trasformandosi nella bande criminali con la maggiore espansione in Sudamerica, con operazioni di narcotraffico in Peru’, Bolivia, Paraguay, Uruguay e Argentina.
Queste pandillas, in conflitto fra loro e protagoniste di sanguinose ribellioni carcerarie, non solo hanno mostrato una notevole capacita’ di organizzazione all’interno del Brasile, ma negli ultimi periodi hanno aumentato il loro raggio d’azione e il loro obiettivo per adoperarsi nel trasporto di cocaina da Peru’ e Bolivia -Paesi produttori- al Brasile, il secondo maggior mercato al mondo di questa droga dopo gli Usa, con 2,8 milioni di consumatori. E da li’ controllano gli invii in Europa.
Secondo InSight Crime, il PCC “e’ stato in fase espansiva” nel 2017: e’ stato implicato in una serie di sequestri in Bolivia, nel reclutamento di dissidenti delle Farc, nelle spedizioni di droga sequestrate in Uruguay e in vari assassinii in Paraguay, dove la banda e’ stata responsabile, inoltre, del piu’ grande furto a mano armata della storia del Paese: circa 40 milioni di dollari rubati con esplosivi da un caveau di sicurezza.
Per quanto concerne il Comando Vermelho, si stima che abbia perso potere negli ultimi anni dopo i conflitti con gruppi rivali, come Amigos de los Amigos -alleato del PCC-; tuttavia ha una importane presenza in Bolivia e Paraguay, suo centro di operazioni per il traffico di cocaina.
Il quotidiano La Nacion di Buenos Aires ha riportato il mese scorso che sia il PCC che il Comando Vermelho hanno cellule in Argentina, soprattutto nelle regioni di Misiones e Corrientes, dove sono stati trovate indizi della presenza di droga clandestina, cosi’ come nella citta’ di Rosario, dove si e’ registrato un incremento drammatico del narcotraffico.

(articolo di Jean Palou Egoaguirre, pubblicato sul quotidiano El Mercurio del 23/02/2018)

Source

USA: DEA desvelan red de drogas (Cocaína, LSD y ketamina) en Armada de EEUU

La Marina de Estados Unidos está investigando las acusaciones sobre la venta de sustancias ilegales como cocaína, LSD y ketamina por una red de drogas en la Academia Naval de Annapolis (Maryland) en ‘dark web’ (la red oscura), revela un informe publicado por Fox News.

Unos diez guardiamarinas están siendo investigados por su supuesta implicación en esta cuestión, de los cuales, tres están acusados de vender cocaína, ketamina –un potente y rápido anestésico–, así como LSD, a sus compañeros de curso, quienes compraron estas sustancias en la red oscura utilizando la criptomoneda bitcóin, precisa el reporte publicado el sábado por la cadena estadounidense, citando a varios guardiamarinas matriculados en la Academia.

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https://www.hispantv.com/noticias/ee-uu-/369611/academia-naval-drogas-cocaina-lsd-marina

AUSTRALIA: Quebec woman pleads guilty in Australian cocaine smuggling case

Melina Roberge (left) and Isabelle Lagacé, along with Andre Tamine, are charged with smuggling 95 kg of cocaine

MONTREAL – A 24-year-old woman who was one of three Quebecers in Australia charged with drug smuggling has pleaded guilty to importing cocaine in commercial quantities.

Melina Roberge pleaded guilty in a Sydney court on Friday, according to a spokeswoman for the New South Wales District Court, and is due back in court for sentencing on March 23.

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http://en.brinkwire.com/172435/quebec-woman-pleads-guilty-in-australian-cocaine-smuggling-case/

BELGIQUE (Anvers): un automobiliste intercepté avec 1.000 pilules d’ecstasy, du haschich et de la cocaïne

Le système de reconnaissance automatique des plaques d’immatriculation (ANPR) a repéré vendredi après-midi un véhicule volé muni d’une plaque néerlandaise. Le véhicule a alors été intercepté.

Selon la police, l’automobiliste s’est comporté de manière suspecte et sa voiture a dès lors été fouillée en profondeur, notamment avec l’aide d’un chien renifleur. «Dans le coffre, pas moins de 1.000 pilules de xtc ont été découvertes. Le chauffeur avait également sur lui un sac contenant du haschich et 50 grammes de cocaïne. Les drogues, deux GSM et le véhicule ont été confisqués et le suspect a été arrêté», précise la police locale.

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http://www.sudinfo.be/id40887/article/2018-02-24/un-automobiliste-arrete-alors-quil-transportait-1000-pilules-decstasy-du

ALGÉRIE: plus de 30 kg de Haschich saisis à Sidi Bel-Abbès

Les services de la gendarmerie nationale de Sidi Bel-Abbès ont procédé à la saisie de 34 kg de Haschich, a indiqué dimanche ce corps de sécurité.

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https://www.alg24.net/sidi-bel-abbes-saisie-de-34-kg-de-kif-traite-gn/

VENEZUELA: Fuerzas Armadas desmantelan campamento de cocaína en frontera con Colombia

El ministro de Interior y Justicia de Venezuela, Néstor Reverol, informó hoy que este sábado, durante los ejercicios militares, la Fuerza Armada desmanteló un campamento con « 7 laboratorios para el procesamiento » de cocaína en un municipio del estado Zulia, fronterizo con Colombia.

En otro mensaje añadió que fueron incautados  »9.700 litros de químicos líquidos, 3.900 Kgs de químicos sólidos, 480 Kgs de pasta base de coca, 2.350 Kgs de clorhidrato de cocaína« .

El ministro informó también que incineraron « diversos materiales destinados a la elaboración de estupefacientes » y apuntó que continuarán luchando contra los « cultivos ilícitos y producción de cocaína procedentes de Colombia« .

En este contexto, la presidenta de la Asamblea Nacional Constituyente de Venezuela, Delcy Rodríguez, dijo que Colombia de es el primer « productor de cocaína en el mundo certificado por la ONU« .

« EEUU aportó del dinero de sus contribuyentes miles de millones de dólares a través de Plan Colombia para acabar con la producción. Curiosamente se incrementó a niveles insospechados. Complicidad de gobiernos« , agregó.

El Gobierno de Venezuela acusa constantemente a Colombia y a Estados Unidos de tener « la mafia del narcotráfico ».

Fuente: elnuevodiario.com.ni

CANADA (Québec): quatrième frappe contre les Hells en un mois

La police continue de multiplier les perquisitions dans l’entourage des Hells Angels. Pour la quatrième fois en un mois, des agents ont frappé ce matin un réseau de trafic de stupéfiants relié aux motards, portant le bilan des saisies à plus de deux millions de dollars et 20 kilos de cocaïne.

«L’enquête tend à démontrer que ce réseau de trafic de stupéfiants est directement relié à des membres influents des Hells Angels», a commenté le sergent Daniel Thibodeau, de la Sûreté du Québec (SQ), vendredi matin.

Une perquisition est notamment en cours à Longueuil chez Michel «Sky» Langlois, un motard septuagénaire qui faisait partie des premiers Hells au Canada en 1977 et qui avait ensuite quitté le chapitre montréalais du club pour fonder le chapitre «South», sur la Rive-Sud de Montréal. Aucune arrestation n’est prévue aujourd’hui puisque l’enquête est toujours en cours.

Une centaine de policiers participent à l’opération coordonnée par l’Escouade nationale de répression contre le crime organisé (ENRCO), qui regroupe des agents de la SQ, du Service de police de la ville de Montréal, de la Gendarmerie royale du Canada et de la police de Laval. Il s’agit de la quatrième vague de perquisitions depuis le 24 janvier qui cible le même réseau de trafiquants.

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http://www.lapresse.ca/actualites/justice-et-affaires-criminelles/affaires-criminelles/201802/23/01-5155008-quatrieme-frappe-contre-les-hells-en-un-mois.php

FRANCE (Annecy): un trafic d’héroïne démantelé par les gendarmes

Les gendarmes de la communauté de brigades d’Annecy-le-Vieux ont interpellé en flagrant délit, mercredi soir, un ressortissant albanais d’une trentaine d’années, qui dealait de l’héroïne dans le bois jouxtant l’espace-rencontre des Glaisins à Annecy-le-Vieux.

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http://www.ledauphine.com/haute-savoie/2018/02/23/un-trafic-d-heroine-demantele-aux-glaisins

CANADA (Importation de cocaïne): l’ex-femme d’un homme d’affaires écope de 43 mois de prison

La Montréalaise de 45 ans a été condamnée la semaine dernière à une peine d’environ trois ans et demi de pénitencier pour avoir participé à un complot général d’importation de cocaïne en Haïti en vue d’en faire le trafic au Québec. Son ex-mari, Dejean Victor, qui était propriétaire d’un centre pour personnes âgées à Montréal, a écopé de 50 mois de détention en janvier dernier.

Dejean Victor et Merlande Dont se sont servis d’une femme « vulnérable » pour importer au moins 1 kg de cocaïne en provenance d’Haïti entre 2009 et 2011. Arrêtée avec 1 kg de drogue dans une culotte à l’aéroport de Port-au-Prince, leur « mule » Francine Désormeaux avait été condamnée à 15 ans de pénitencier en Haïti. Ses conditions de détention étaient extrêmement difficiles, avait constaté La Presse à l’époque.

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http://www.lapresse.ca/actualites/justice-et-affaires-criminelles/proces/201802/22/01-5154836-importation-de-cocaine-lex-femme-dun-homme-daffaires-ecope-de-43-mois-de-prison.php

AUSTRALIE (Importation de cocaïne): Mélina Roberge a plaidé coupable

La Québécoise Mélina Roberge a plaidé coupable, vendredi, devant un tribunal de Sydney, en Australie, pour avoir importé de la cocaïne en quantité commerciale.

Une porte-parole de la cour de district de la Nouvelle-Galles-du-Sud, Georgie Loudon, a confirmé, par courriel, la nouvelle à La Presse canadienne.

Mélina Roberge doit retourner en cour le 23 mars pour connaître sa peine. Selon le Code criminel de l’Australie, ce crime est passible d’une peine de prison à vie.

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http://www.lapresse.ca/actualites/justice-et-faits-divers/201802/22/01-5154971-importation-de-cocaine-en-australie-melina-roberge-plaide-coupable.php

ESPAÑA (Andalucia): detenido en la AP-4 el conductor de un vehículo cargado con 250 kilos de hachís

La Patrulla de la Agrupación de Tráfico de la Guardia Civil de Dos Hermanas (Sevilla) ha detenido a una persona por un presunto delito contra la salud pública, al conducir por la AP-4 un vehículo cargado con 250 kilogramos de hachís.

Según ha informado este domingo la Benemérita en una nota, una patrulla de la Guardia Civil circulaba por la AP-4, en sentido Sevilla, cuando observó al conductor de un vehículo que circulaba utilizando un teléfono móvil, lo que motivó que le dieran el alto.

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http://m.europapress.es/andalucia/sevilla-00357/noticia-detenido-ap-conductor-vehiculo-cargado-250-kilogramos-hachis-20180225121258.html

NARCOS: el Campo de Gibraltar, territorio comanche de las mafias de la droga

Cada día podría ser un capítulo de la serie Narcos.

Lo mismo detienen en Algeciras al mayor traficante de cocaína, el histórico Sito Miñanco, que un grupo de 20 encapuchados asaltan el Hospital de La Línea ante el estupor de todos los presentes para «rescatar» a un conocido traficante detenido por la Policía que se encontraba en Urgencias. Se lo llevan aprisa, aún con las esposas, en una furgoneta. Muchos de los participantes fueron los mismos que pocos días más tarde hostigaron a una juez de instrucción a la salida de su juzgado para amedrentarla.

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http://www.abc.es/espana/abci-campo-gibraltar-territorio-comanche-mafias-droga-201802250312_noticia.html

GUINÉE: saisie de cocaïne à l’aéroport de Conakry

Un nigérian en provenance du Brésil via le Maroc, a été interpellé dans la nuit du 28 au 29 janvier dernier à l’intérieur du salon VIP de l’aéroport international de Conakry avec 74 boules de cocaïne dans son ventre.

L’arrestation de Youssouf Chérif Adeni qui ne serait pas , selon nos informations à sa première action en Guinée, a été rendu possible grâce à la cellule de ciblage de la douane basée à l’aéroport international de Gbessia.

D’après nos informations, la marchandise qui pèse 1,6 kg avait pour destination finale la Guinée Bissau.

La République de Guinée ne lui servait que de transit où il avait un contact sur place, auprès duquel, il devait évacuer la cocaïne et prendre la direction de la Guinée-Bissau par voie routière afin de la livrer avant de retourner au Brésil via le Nigéria cette fois.

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https://mosaiqueguinee.com/2018/02/24/saisie-de-cocaine-a-laeroport-de-conakry-comment-son-porteur-a-ete-interpelle/

ITALIA (porto di Gioia Tauro): 74 kg di cocaina ritrovati in un container vuoto

Ancora una volta un carico importante di cocaina intercettato al porto di Gioia Tauro: il primo di quest’anno, per un quantitativo di “neve” così rilevante.

Ad agire – coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, retta da Gaetano Paci – gli uomini del Comando provinciale della Guardia di finanza e funzionari dell’Agenzia delle Dogane/Ufficio Antifrode di Gioia Tauro.
I 74 chilogrammi e 25 grammi di cocaina – suddivisi in 65 panetti – si trovavano all’interno di un container vuoto: molto probabilmente la droga era stata convenzionalmente posizionata lì, per poter essere poi comodamente ripresa e smerciata in un momento successivo.

Piu

http://m.ilmessaggero.it/primopiano/articolo-3569309.html