ITALIA/PAESI BASSI: storia di droga, ‘ndrangheta e tulipani

Storia di droga, ‘ndrangheta e tulipani

mafia-droga-italia-paesi-bassiVincenzo Crupi da 20 anni gestiva un’azienda di export nel mercato di fiori più grande d’Olanda, ma il suo negozio era in realtà un centro dello spaccio europeo di droga

Per i clienti del famoso mercato dei fiori Royal FloraHolland vicino Amsterdam Vincenzo Crupi era uno dei tanti commercianti di tulipani in una nazione famosa per essere la maggior esportatrice di fiori al mondo.

Per la polizia, invece, era sospettato di avere legami con la mafia e di trafficare tonnellate di droga nascosta tra i fragranti bouquet di fiori che trasportava con i suoi camion in Italia.

Fiutata la traccia, le forze dell’ordine hanno iniziato a sorvegliare con cimici, microfoni e telecamere nascoste li suoi uffici nel mercato dei fiori. Hanno scoperto che Crupi passava le giornate di lavoro a parlare di affari legati alla mafia: accordi sullo spaccio di droga, traffico d’armi e sanguinose guerre di potere con le famiglie mafiose in Canada.

PIU: http://www.tpi.it/mondo/paesi-bassi/mafia-droga-italia-paesi-bassi

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ITALIE: un Algérien arrêté pour trafic d’héroïne

12/04/2016 09:18:00 M. Oudina

Un Algérien de 26 ans a été arrêté le 9 avril dernier par la police de Maritima Falconara, dans la province d’Ancône, au centre de l’Italie, pour trafic d’héroïne, a indiqué le site d’information italien anconanotizie.it.

L’arrestation a eue lieu après d’innombrables rapports de personnes vivants dans le quartier d’Ancona Ugo Bassi.

Les enquêteurs, infiltrés  parmi les passants, ont arrêtés N. K. en flagrant délit alors qu’il donnait une dose d’environ un demi-gramme d’héroïne à une femme.

La police a saisi deux grammes d’héroïne et près de 1000 Euros et quelques objets de valeur sur  l’homme qui devrait être présenté devant la justice

http://ennaharonline.com/fr/mobile/news/41698.html

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SARDEGNA: traffico internazionale di droga, assolti tre sassaresi

Sardinia_MapSASSARI.

Spaccio, di eroina e cocaina, custodia e occultamento di varie sostanze stupefacenti, gestione di una fitta rete di venditori al dettaglio che avevano il compito di piazzare nel mercato sassarese la droga. Elementi sufficienti, secondo la Dda di Cagliari, per contestare a ventuno imputati l’associazione a delinquere finalizzata al traffico di ingenti quantità di sostanze stupefacenti e con il coinvolgimento di personaggi provenienti da diversi Paesi. L’inchiesta era partita dalle dichiarazioni di due collaboratori di giustizia – Khalid Kabbab e Carla Cicalò – che avevano ricostruito nel dettaglio la rete che di occupava del traffico di droga e del riciclaggio dei proventi dello spaccio.

Due giorni fa davanti al gup di Sassari Ermengarda Ferrarese si è concluso il processo – dopo 4 ore di camera di consiglio – per i due sassaresi Gavino Luigi Pinna e Salvatore Soggiu che, attraverso il loro avvocato Luigi Conti, avevano chiesto il rito abbreviato. I due sono stati assolti per non aver commesso il fatto. L’avvocato Conti ha sostenuto che il processo si è «basato unicamente sulle dichiarazioni accusatorie dei due collaboratori; nessuna intercettazione telefonica, nessun reale riscontro alle affermazioni calunniose dei due collaboratori, un vero e proprio vuoto probatorio». Sottolineando come «ogni punto della collaborazione debba essere verificato perché chi collabora ha un interesse specifico a rendere determinate dichiarazioni. C’è il rischio di un’esposizione opportunistica di fatti e circostanze non corrispondenti alla realtà».

Per tutti gli imputati è caduta l’accusa dell’associazione a delinquere, alcuni sono stati rinviati a giudizio per determinati capi e per altri è stata emessa sentenza di non luogo a procedere. Tra i sassaresi coinvolti sentenza di non luogo a procedere per tutti i capi d’accusa anche per Antonio Gianuario Foddai, 82 anni, assistito dagli avvocati Antonio Secci e Sara Luiu. Mentre Aldo Foddai e Gavina Francesca Farinelli dovranno affrontare il dibattimento non per l’associazione ma per gli altri capi contestati dal pm e legati alla detenzione e allo spaccio di droga. Tra gli imputati sassaresi anche Mirko Pinna, Anita Cossu, Maurizio Allocca, Salvatore Grizzuti e Manuel Sechi.

Una volta arrivata in Sardegna, e a Sassari in particolare, la droga veniva custodita in un immobile nelle campagne di Sennori.

http://m.lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2016/04/09/news/traffico-internazionale-di-droga-assolti-tre-sassaresi-1.13269362

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COLOMBIA: detienen por quinta vez a un italiano pedido en extradición por narcotráfico

IINTERPOLhttp://www.minuto30.com/detienen-por-quinta-vez-a-un-italiano-pedido-en-extradicion-por-narcotrafico/459383/

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ITALIA: Nascosti in un covo 113 chili di hashish in arrivo dai Balcani (Donna arrestata ad Aprilia)


Intercettato un carico di droga proveniente dai Balcani. I carabinieri di Aprilia hanno arrestato una donna e sequestrato poco più di 113 chili di hashish confezionati in 103 panetti. Dopo mesi di indagini, i militari del Reparto territoriale di Aprilia sono giunti in un’abitazione di via delle Mele dove un’operaia incensurata, persona assolutamente insospettabile, Mirella Rita Franco, 48enne,  nascondeva l’ingente quantitativo di droga destinato al mercato non soilo locale ma anche nella periferia sud di Roma e lungo il litorale, per un valore stimato intorno a un milione di euro.
La donna era stata contattata attraverso amicizie, ritengono gli inquirenti, per svolgere un lavoro generalmente retribuito tra i cinquecento e i mille euro al mese, solo per allestire il covo. I militari sono arrivati a Mirella Rita Franco dopo un anno di indagini. indagini vecchio stampo, senza strumenti tecnici, solo pedinamenti e appostamenti. Informazioni assunte anche in via informale e che hanno portato a scoprire un carico eccezionale, quasi certamente appena arrivato ad Aprilia. La droga che Mirella Rita Franco custudiva in casa era nascosta gran parte in  un armadio, ma una partee consistente era ancora contenuta in alcune valigie, probabilmente quelle utilizzate per il trasporto. Nel corso del blitz in via delle Mele i carabinieri hanno trovati altri panetti sparsi anche in altre pertinenze e anche cinquanta grammi di cocaina.

Le foto dell’operazione

http://www.latinacorriere.it/2016/04/07/carico-droga-proveniente-dai-balcani-103-chili-hashish-sequestrati-donna-arrestata-ad-aprilia/

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ITALIA (Bergamo): traffico di droga da Olanda e Albania, 15 arresti. Chimico minorenne tagliava eroina con Tachipirina

carabinieri-2Scoperti tre laboratori clandestini, sequestrati oltre 500mila euro. Per comunicare la banda usava un codice basato su un antico cifrario

I carabinieri del comando provinciale di Bergamo hanno arresto 15 persone appartenenti a un sodalizio criminale dedito al traffico internazionale di droga. Il clan operava prevalentemente in Lombardia, Liguria, Veneto, Emilia Romagna e Umbria. Sono 3 i laboratori clandestini scoperti durante le indagini: erano stati ricavati all’interno di alcuni appartamenti in provincia di Bergamo, Padova e Bari….

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http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/04/06/news/droga-137011877/

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SARDEGNA (Maxi traffico di droga): 13 arresti

Olbia Sassari droga

Un’organizzazione ben ramificata nel territorio, con una struttura piramidale dotata di vertici, livelli intermedi, corrieri e spacciatori di medio livello che, a loro volta, si rivolgevano ai cosiddetti “galoppini” da strada. Questa mattina nel comando provinciale dei Carabinieri di Sassari sono stati illustrati tutti i dettagli dell’operazione “Polo Est”.

Il giro da due milioni di euro. “L’indagine ha preso avvio nell’estate del 2013 – ha spiegato il tenente colonnello Alberto Cicognani, comandante del reparto territoriale dei Carabinieri di Olbia – e ha consentito di sequestro di 18 chili di cocaina, 4 di eroina ed un chilo di marijuana, per un controvalore sul mercato di circa due milioni di euro“. La banda ora sotto osservazione da tempo. Questa mattina il colpo finale, con una raffica di arresti che ha scardinato l’intero sistema criminale. Sono state eseguite 13 ordinanze di custodia cautelare, delle quali 12 in carcere e una ai domiciliari: si tratta di italiani, albanesi e romeni. Tra gli arrestati il nome di spicco è quello di Giovanni giovannisattaSatta (nella foto a lato), 40 anni, ex sindaco di Buddusò, il quale avrebbe avuto un ruolo intermedio nell’organizzazione con l’acquisto di grossi quantitativi di droga che veniva poi rivenduta sul mercato di Olbia e della Costa Smeralda. Secondo i carabinieri Satta, in passato tra i titolari di una prestigiosa concessionaria di auto a Olbia, ripagava gli stupefacenti tramite l’acquisto di vetture di grossa cilindrata. L’ex sindaco è stato accompagnato questa mattina nel carcere di Bancali. La droga proveniva dall’est, in particolare dell’Albania, poi veniva rivenduta a Olbia nel periodo invernale e nella Costa Smeralda durante l’estate. Un giro di affari colossale, dal valore di alcuni milioni di euro. I ricavi erano conservati in contanti e in un luogo sicuro.

I nomi. Gli altri italiani finiti nel carcere sassarese sono: Vladimiro Mucci, 47 anni (arrestato a Brescia), Claudio Soddu, 39enne di Nulvi, Alessandro Dessolis, 31enne di Nuoro, Sandro Denanni, 46enne di Chiaramonti, Nicola Pinna, 39enne di Sassari, Filippo Di Costanzo, 44enne di La Maddalena. Agli arresti domiciliari Gino Mureddu, 40enne di Lula. Per altri quattro è stata chiesta una rogatoria internazionale che consentirà la loro cattura all’estero. Sono state individuate complessivamente 23 persone, sei delle quali si trovano già rinchiuse in carcere.

Durante le indagini gli inquirenti hanno sequestrato anche una pistola Beretta cal. 6,35 risultata rubata, circa 30mila euro in contanti e alcune autovetture. Tutte le auto utilizzate dall’organizzazione sono state smontate presso delle officine specializzate dove sono stati scoperti diversi stratagemmi che venivano utilizzato per nascondere la droga e sfuggire ai controlli. Come mostrato nel filmato dei Carabinieri (in basso), in alcuni casi la droga era nascosta con un sistema di cassetti a scomparsa per aprire i quali era necessaria una sequenza precisa di azioni. Un meccanismo molto avanzato che dimostra chiaramente l’alto tasso di specializzazione raggiunto dalla banda.

Michele Spanu

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Un giro da due milioni di euro: 13 gli arresti (anche un ex sindaco): sequestrati 18 chili di coca ed eroina. La banda utilizzati stratagemmi di ingegneria meccanica per trasportare le droga (spesso tagliata con paracetamolo) nelle auto.

http://www.sardiniapost.it/cronaca/maxi-traffico-di-droga-13-arresti-lex-sindaco-pagava-con-auto-di-lusso/

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DROGA: ‘Torta negra’, la cocaína ‘invisible’ que los narcos buscan introducir en España

Operativo en España donde fue hallada 'torta negra'
Operativo en España donde fue hallada ‘torta negra’
Por Diego Caldentey
    • Los traficantes utilizan un producto químico para ‘camuflar’ la cocaína, que permite cambiar radicalmente el color, la forma y el olor de la droga.
    • España se está convirtiendo no solo en país receptor de esta sustancia, sino que también se han detectado recientemente laboratorios para ‘tratar’ el estupefaciente.

 No son polvos blancos camuflados en maletas, bolsos y otros equipajes. En apariencia parecen trozos de carbón, terrones de azúcar o láminas… todas negras. En verdad, se trata de cocaína, denominada ‘invisible’ en la jerga policial, ya que es una de las modalidades mediante las cuales los narcotraficantes latinoamericanos intentan introducir drogas en España. No se trata de algo novedoso (ya que hay constancias de que a finales de la década del 90 comenzó a desarrollarse esta práctica delictiva) pero sí ha cobrado auge en el último año.

Del otro lado del Atlántico, en los países exportadores de esta sustancia (principalmente en Colombia, Perú y Bolivia) se le conoce popularmente como ‘torta negra’.  Los traficantes utilizan un producto químico para ‘camuflar’ la cocaína, que permite cambiar radicalmente el color, la forma y el olor de la droga.  La ‘torta negra’ se obtiene mezclando clorhidrato de cocaína con carbón, cobalto, polvo de hierro y, en algunos casos, cloruro de hierro.

En algunas ocasiones, ese proceso permite hasta que se obtenga un aspecto similar al del caucho y, en otros, puede hasta pasar por tinta de impresora. Todo esto hace que sea más difícil de detectar en los controles de los aeropuertos. Ahora, en nuestro país, la tendencia se torna más preocupante: España ya no solo es un país receptor y uno de los accesos secundarios de la droga a Europa, sino que existen indicios de que puede comenzar a transformarse en epicentro para el ‘tratamiento’ y camuflaje de la cocaína a través de este sistema.

A comienzos de este año, la Guardia Civil detectó en  Torrelles de Foix, en el Alt Penedès (Cataluña), un laboratorio clandestino donde trataban el polvo de cocaína para convertirlo en ‘torta negra’. En la operación, que se extendió a Sitges, Barcelona y Santa Cruz de la Palma (Canarias), se incautaron nada menos que 375 kilos de droga ya camuflada. El procedimiento también se saldó con seis detenidos.

A partir de ese indicio, las fuerzas de seguridad españolas están intentando seguir el rastro de cómo los narcos buscarían introducir en el mercado esta droga (y también cómo camuflarla). Lo primero que hay que señalar es el origen de la ‘cocaína negra’. Todo se remonta a Lima, Perú, cuando en 1999 la brasileña Katia Cardoso se dispuso a abordar un avión rumbo a su país. Allí, la policía antidrogas le encontró una maleta de doble fondo con un polvo negro. Se trataba de cocaína. Y los policías estaban desconcertados, hasta que descubrieron el mecanismo.

Pero hay algo más singular a la hora de observar los orígenes de esta droga. En el imaginario popular se la relaciona con el dictador chileno Augusto Pinochet. Según el ex general trasandino Manuel Contreras, la historia de la cocaína negra comenzó a mediados de los años 80 en la ciudad de Talagante, cerca de Santiago de Chile. « El ex general declaró a un juez que el dictador Augusto Pinochet había ordenado al ejército la construcción de un laboratorio clandestino para encontrar una manera de camuflar la cocaína. Lo consiguieron, según el hombre que había sido la mano derecha del dictador, y Pinochet y su hijo organizaron una red de producción masiva de droga camuflada para enriquecerse vendiendo de manera clandestina en Europa y Estados Unidos. Ambos lo negaron », señala el medio ara.cat.

De Colombia a España, pasando por Panamá

Según diversos informes internacionales, el estupefaciente tratado químicamente suele ser exportado desde Colombia a Estados Unidos y Europa, a través de diversas ‘rutas’ y escalas que incluyen Panamá y Perú. En nuestro continente, el país receptor por excelencia hasta ahora era principalmente Holanda. Ahora, los narcos tienen en la mira puesta también en España.

Los primeros indicios de su presencia en nuestro país datan de 2008. En febrero de ese año, la Policía incautó 16 kilos de cocaína en el fondo del equipaje de dos mujeres rumanas que habían viajado a Madrid desde Río de Janeiro.

La Dirección Nacional contra las Drogas (Dinandro) de Perú señala que la cocaína negra « original » es producida en Colombia. Su ‘fabricación’ a gran escala nació en el temido e histórico Cártel de Cali, pero ahora también es producida en México.

En el mencionado operativo policial en Torrelles de Foix, hace escasos meses, se encontraron 57,5 kilos de pasta de cocaína, 1.050 litros de productos químicos, además de herramientas de laboratorio. Hay otros indicios que señalan a España como país de destino ’emergente’ de la ‘cocaína negra’: hace exactamente un año, 70 kilos de esta sustancia tratada químicamente fueron incautados en la ciudad de Timisoara, en Rumania. La droga había sido camuflada en el interior de un cargamento de muebles que tenía como destino España y era transportada por un colombiano, un venezolano y un rumano.

http://noticias.lainformacion.com/espana/Torta-cocaina-invisible-introducir-Espana_0_905010927.html

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SICILIA (Palermo): hashish, cocaina e marijuana, ex convento adibito a deposito della droga

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Palermo – A seguito di un’operazione di Polizia, gli agenti della sezione Investigativa del commissariato Oreto, nella mattinata, hanno fatto irruzione in Discesa dei Bianchi, alle spalle di via Allora, in una struttura abbandonata.

All’interno dell’edificio abbandonato da diversi anni, sono state trovate alcune stanza chiuse con lucchetti che, una volta aperte dai Vigili del Fuoco, hanno reso nota la presenza di sostanze stupefacenti, fra le quali cocaina, hashish e marijuana, oltre che ad un bilancino di precisione.

+++ http://www.lurlo.info/it/hashish-cocaina-e-marijuana-ex-convento-adibito-a-deposito-della-droga/

SICILIA (Droga): trovato 5 kg di cocaina

(ANSA) – PALERMO, 2 APR – I carabinieri hanno arrestato Domenico Sollami, 42 anni, perchè trovato con 5 chili di cocaina. I militari si trovavano in via Oreto a Palermo e avevano cercato di bloccare la Bmw X3 con a bordo Sollami.

+++ http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2016/04/02/droga-5-kg-di-cocaina-arrestato_69d9f125-00ef-4364-88a0-a145b6bd4fbf.html

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ALGERIE (Tlemcen): la délégation marocaine participant à la conférence internationale sur le narcotrafic, a quitté la salle

ONDUCLe chiffre d’affaires généré par le narcotrafic, selon les études du Bureau de lutte contre la drogue des Nations unies, est estimé entre 300 et 500 milliards de dollars annuellement, et que les bénéfices des narcotrafiquants est évalué à plus de 200 milliards de dollars.

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Coup de théâtre hier à Tlemcen. La délégation marocaine participant à la conférence internationale sur le narcotrafic, a quitté la salle. Et pour cause, l’intervention du bâtonnier du barreau de Tlemcen, Mohamed Sefahi, n’aura pas été du goût des Marocains.

Prenant la parole devant les participants à la rencontre internationale sur la lutte contre la drogue, à laquelle participent 11 pays, dont les USA et la France, Sefahi s’est attaqué de front au Maroc et à son Roi. «J’appelle le Maroc à cesser la plantation du haschich et la production des psychotropes, et j’en appelle aussi à la conscience du roi Mohammed VI, l’émir des croyants et président de la commission d’El Qods, pour qu’il mette un terme au trafic de la drogue.» Ce qui a mis dans l’embarras le ministre algérien de la Justice, Tayeb Louh, sachant que parmi les participants figurent deux Marocains qui n’ont pas d’ailleurs tardé à manifester leur colère en quittant la salle. Ce qui est sûr, c’est que la réaction de la délégation marocaine peut être perçue comme étant un aveu implicite du rôle du Maroc dans l’inondation de l’Algérie par le kif et autres stupéfiants. A noter que le ministre de la Justice, qui inaugurait auparavant la rencontre internationale sur la lutte contre les stupéfiants, a, lors de son allocution, fait une analyse exhaustive sur ce phénomène transnational «qui menace la stabilité sociale et politique des Etats et entrave leur développement économique» et qui a pris des dimensions multiples et des proportions alarmantes. Il a indiqué, à ce titre, que le chiffre d’affaires généré par le narcotrafic, selon les études du Bureau de lutte contre la drogue des Nations unies, est estimé entre 300 et 500 milliards de dollars annuellement, et que les bénéfices des narcotrafiquants est évalué à plus de 200 milliards de dollars. Ces chiffres ne prennent pas en compte le commerce des psychotropes et des neuroleptiques, mais concernent uniquement le trafic de la cocaïne, l’héroïne et le haschich et que, selon la même étude, il a été recensé, à travers le monde en 2013, plus de 264 millions de jeunes toxicomanes, dont 27 millions sont issues de l’Afrique. Des pays pauvres qui ne disposent, dira le ministre, d’aucune infrastructures sanitaire ou psychologique pour les désintoxiquer et les prendre en charge en plus des maladies liées directement à la drogue comme le sida et les hépatites qui font des ravages dans ces pays».
Ce qui place l’Afrique au rang de continent le plus touché par ce fléau, et les causes, selon le ministre, «sont d’ordre politique, social et économique, et que la pauvreté encourage le commerce et la consommation de la drogue en Afrique».
L’aspect sécuritaire a été également évoqué. La connexion a été établie entre le crime organisé, le narcotrafic et le terrorisme ; ce qui comporte «un risque majeur pour la stabilité politique et sociale des Etats de la région toute entière», dira le ministre, et de souligner que «la situation géopolitique qui prévaut actuellement dans notre région et dans le Sahel, va amplifier cette instabilité». Il a appelé la communauté internationale à se mettre devant ses responsabilités et adopter une stratégie régionale et internationale pour aider en urgence les Etats du Sahel et subsahariens à mettre en place des plans nationaux de développement, mais cela exige aussi la volonté de toutes les parties à lutter efficacement contre le phénomène de la drogue en privilégiant l’intérêt national et international et sans tenir compte des intérêts étroits».
Dans le même sillage, il a été relevé que l’Algérie a mobilisé tous ses moyens pour lutter contre la drogue et qu’à partir de 2007 le pays a adopté en parallèle une politique de prise en charge des toxicomanes en milieu carcéral. A ce titre, il a été formé des médecins, des spécialistes et des psychologues pour les prendre en charge. Notons que lors de cette visite, le ministre a inauguré un tribunal à Tlemcen et un autre à Sebdou.B. S.

http://www.letempsdz.com/index.php/132-actualite/177168-conf%C3%A9rence-internationale-sur-le-narcotrafic-%C3%A0-tlemcen-les-marocains-quittent-la-salle

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INDE: dans les vallées reculées de l’Himalaya, les trafiquants produisent l’un des hashish les plus purs au monde.

En exclusivité, FRANCE 24 a pu accompagner les policiers lors de raids anti-drogue dans la région de Manali, au Nord de l’Inde.

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SARDEGNA (Olbia – inchiesta sulla cocaina per vip): sequestrata la villa del boss

31 marzo 2016

Il provvedimento disposto dal presidente del Tribunale di Tempio è stato eseguito dalla polizia

OLBIA. La polizia ha sequestrato la villa di proprietà dell’imprenditore Cristian Ambrosio, 38 anni, già sottoposto a misura di custodia cautelare per traffico di stupefacenti. Il provvedimento, disposto dal presidente del Tribunale di Tempio Gemma Cucca, su richiesta del Procuratore capo Domenico Fiordalisi, è stato eseguito nella mattinata di oggi, 31 marzo, dagli uomini del commissariato di Olbia. L’ autorità giudiziaria ritiene che l’immobile sequestrato sia frutto di attività illecite.

L’imprenditore olbiese (originario della Campania) era stato arrestato alla fine di ottobre del 2015, insieme ad altre otto persone, per un presunto giro di cocaina nella « Olbia bene ».

http://m.lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2016/03/31/news/olbia-inchiesta-sulla-cocaina-per-vip-sequestrata-la-villa-del-boss-1.13216047

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SARDEGNA: a Porto Torres con 24 kg hashish, arrestati 2 marocchini

sardaignepop(AGI) – Sassari, 30 mar. – Due corrieri della droga marocchini, un uomo e una donna, che avevano appena trasportato in Sardegna 24 chili di hashish sono stati arrestati dalla tenenza di Porto Torres (Sassari) della guardia di finanza, durante i controlli nello scalo marittimo. I due, con regolare permesso di soggiorno, era rientrati nell’isola dopo un breve periodo in Marocco. I militari li hanno fermati in auto allo sbarco a Porto Torres da un traghetto proveniente da Barcellona.

++ : http://www.agi.it/regioni/sardegna/2016/03/30/news/droga_a_porto_torres_con_24_kg_hashish_arrestati_2_marocchini-655151/

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SICILIA (Palermo): in camper con 90 chili di hashish

siciliaDroga trovata durante un controllo nei pressi della rotonda di via Oreto

E’ quanto hanno scoperto gli agenti della polizia di Stato di Palermo che hanno arrestato due persone. In manette sono finiti Pasquale Russo, di 55 anni, e Deborah Serpa, di 36 anni. I due, a bordo di un camper, sono stati fermati per un controllo all’uscita dell’autostrada Messina-Palermo, nei pressi della rotonda di via Oreto. Grazie al fiuto di un cane antidroga, i poliziotti….++http://m.repubblica.it/mobile/r/locali/palermo/cronaca/2016/03/29/news/palermo_in_camper_con_90_chili_di_hashish_coppia_in_manette-136509664/

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TOR (Darknet): la nouvelle forme de distribution de la drogue

cyberdouane_001_16x9«Avec des amis, on voulait essayer le LSD, mais ce n’était pas facile d’en trouver», raconte Matthias. Sur le darknet en revanche, rien de bien sorcier.

La « face cachée » du Web contient un catalogue de pages inaccessibles sur les navigateurs que nous utilisons tous les jours. Parmi ces pages, de nombreux sites qui vendent des drogues directement livrées à domicile. Un système qui change le rapport aux revendeurs de drogue et aux stupéfiants.

Une simple enveloppe, petit format, dans la boîte aux lettres. C’est sous cette forme que Matthias, 26 ans, a reçu en juillet dernier dix buvards de deux cents microgrammes de LSD. L’étudiant avait fait une commande sur une plate-forme de vente impossible à trouver sur Google. Elle n’est atteignable que par Tor, un réseau particulier qui permet de parcourir le Web de manière anonyme.

LIRE:http://m.ledevoir.com/article-466715

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ITALIA (Gioia tauro): un fiume di cocaina, l’Italia sballata e violenta dipende dalla Calabria – La Stampa

italie-3La ’ndrangheta “con le scarpe lucide” guadagna 30 miliardi l’anno Riservata e solvibile ha la fiducia dei cartelli colombiani e messicani

andrea malaguti
INVIATO A REGGIO calabria

Il fiume di cocaina che segna il perimetro dell’omicidio di Luca Varani, della violenza fredda e paranoide di Marco Prato e Manuel Foffo costituendone il presupposto, alimenta le voglie e le ossessioni quotidiane di tre milioni di italiani e ne scatena l’aggressività nelle strade e nelle case, esondando dai suoi argini da Milano a Roma, da Bologna a Siena, da Napoli a Palermo, per ritrovare la sua fonte rigeneratrice nella Locride e consegnare alle cosche calabresi un tesoro da trenta miliardi l’anno. È quello che il magistrato Nicola Gratteri definisce «il più grande affare nella storia della ‘ndrangheta».

++++http://www.lastampa.it/2016/03/27/italia/cronache/un-fiume-di-cocaina-litalia-sballata-e-violenta-dipende-dalla-calabria-Xffnzvy9iMPaPs2gVEglhP/pagina.html

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ITALIA: un río de cocaína desde Calabria a Europa

OMTAUROUn río de cocaína llega hasta la región de Calabria, al sur de Italia, donde tiene sus dominios la ‘ndrangheta, que la distribuye a toda Europa, incluida España. La mafia calabresa, que es hoy la más poderosa del mundo, nada así en un mar de liquidez: gana más de 30.000 millones de euros al año. Con su acción reservada, pagos puntuales y fiables, la ‘ndrangheta se ha ganado la confianza de los carteles colombianos y mexicanos ligados al tráfico de droga. El famoso magistrado italiano, Nicola Gratteri, ha manifestado al diario “La Stampa”, que las ganancias de la ‘ndrangheta constituyen un tesoro que el define como “el más grande negocio en la historia de la mafia calabresa”.

En los últimos tiempos la ‘ndranghetta ha cambiado sus hábitos y su modo de proceder. Las familias mafiosas se confunden con la buena burguesía y de ellas forman parte abogados, empresarios, notarios, farmacéuticos y economistas, muchos de ellos descendientes de familiares relacionados con la mafia y aliados con la masonería, lo que hace mucho más difícil combatir a la nueva mafia. Así lo explica también a “La Stampa” el fiscal Federico Cafiero: “Se trata de miles de hombres y mujeres que comen en los mismos restaurantes, dividen los mismos negocios y las mismas conversaciones, los mismos teatros y las mismas parroquias de las buenas familias, todo lo cual hace cada vez más difícil la posibilidad de distinguir el bien del mal. Solo una cosa es cierta: en la provincia de Reggio Calabria nada es posible sin que la ‘ndrangheta dé su visto bueno”. La capacidad económica de las familias mafiosas es enorme, con ingresos que en el 66 % procede de la cocaína, consumida en Italia por “más de tres millones de personas”, afirma el coronel Paolo Iannucci . Un negocio mundial el de la coca que supera los 500.000 millones de dólares.

MAS: http://m.abc.es/internacional/abci-cocaina-desde-calabria-europa-201603291257_noticia.html?ref_m2w=

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ITALIA: arrestato con 90 chili di hashish

Chivasso.10CHIVASSO.

Cercavano terroristi e militanti dell’Isis in fuga dalla Francia e dal Belgio alla barriera autostradale di Rondissone, alle porte di Chivasso. Invece la polizia stradale, nella serata di venerdì scorso, ha arrestato per detenzione di droga ai fini di spaccio un trentenne di origine marocchina, residente a Rezzago (Co), con regolare permesso di soggiorno. Nell’auto, una Hunday Santafè, di proprietà di un connazionale, gli agenti della stradale, al comando dell’ispettore Sergio Bellavista, hanno trovato e sequestrato 90 chilogrammi di hashish, divisa in 178 panetti da mezzo Kg ciascuno ed un panetto da un chilogrammo, per un valore complessivo di poco meno di un milione di euro. In carcere è finito Adil Leili, 30 anni.

L’uomo era diretto verso Milano. La droga quindi con ogni probabilità aveva già un indirizzo di arrivo. Ipotizzano i poliziotti che dovesse servire a rifornire di stupefacente fresco lo spaccio milanese in vista della Pasquetta sul lago di Como. La droga si trovava all’interno di tre scatole di cartone, di quelle utilizzate per i traslochi, coperte da un telo, nel bagagliaio dell’auto.

Gli agenti della Polstrada di Chivasso erano impegnati da molte ore in un’attività di controllo degli ingressi in autostrada. Adil Leili, si è fermato all’alt dei poliziotti: senza esitazioni ha consegnato i documenti. Sapeva di essere in regola e di non avere collegamenti con il terrorismo. Ma non è riuscito a nascondere il suo nervosismo. Atteggiamento che ai poliziotti non è sfuggito. Quindi hanno proceduto al controllo dell’auto e si è fatto arrestare senza opporre resistenza. Le indagini continuano alla ricerca di collegamenti lungo l’asse della spaccio che unisce il torinese a Milano. Adil Leili, secondo una prima ricostruzione degli inquirenti avrebbe caricato l’ingente quantitativo di droga a Torino.

Lydia Massia

http://m.lasentinella.gelocal.it/ivrea/cronaca/2016/03/27/news/arrestato-con-90-chili-di-hashish-1.13199451

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ITALIA (Droga): sei arresti e 25 chili di hashish sequestrati

 

Operazione Boschi puliti: maxi sequestro di droga dei carabinieri di Empoli. Nella foto il capitano Giovanni Palermo, comandante nucleo operativo e radiomobile dei carabinieri di Empoli (Foto Gianni Nucci/Germogli)

http://www.lanazione.it/empoli/blitz-droga-1.2011936

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