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Archives pour la catégorie Guardia di Finanza (Italie)
ITALIA (“Operazione Pindaro”): arrestati 3 albanesi con 1 chilo di cocaina – Cronaca – PrimaDaNoi.it
Trovati anche 14 mila euro in contanti

Soldi e droga sequestrati
PESCARA. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Pescara giovedì sera hanno arrestato in flagranza del reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso tre cittadini albanesi notati in atteggiamento sospetto nei pressi del polo universitario di Pescara e sorpresi in possesso di oltre un chilogrammo di cocaina pura.
Il blitz dei militari è scattato al termine di un’attività di osservazione e pedinamento nei confronti dei tre giovani notati aggirarsi in modo circospetto prima nelle vicinanze dell’ingresso dell’università “D’Annunzio” e successivamente nei pressi del vicino McDonald dove due di loro hanno consegnato un trolley ad un terzo complice arrivato in bicicletta, lasciata sul ciglio stradale per avviarsi in direzione di una moto Suzuki Gsxr1000 parcheggiata a breve distanza.
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http://www.primadanoi.it/news/cronaca/565506/-Operazione-Pindaro—.html
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SICILIA: dentro la villa del ras della droga Piscina, barbecue e cocaina – Live Sicilia
http://m.livesicilia.it/2016/03/16/droga-villa-spacciatore-zen-lusso-palermo-carini_727296/
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ITALIA (Montesilvano): droga via Whatsapp, spacciatore preso
La polizia segue le chat sul telefonino di un operaio e stronca un giro di cocaina: le vendite avvenivano da anni in casa
12 marzo 2016
MONTESILVANO.
Ha continuato a ricevere ordini, per l’acquisto di droga, anche mentre si trovava davanti alla polizia. Il suo
telefonino continuava a squillare, arrivavano messaggi su Whatsapp da parte dei clienti e sono stati proprio loro, ascoltati poco dopo dagli investigatori, ad incastrarlo e a farlo arrestare. È finito in carcere per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio, Aldo Olivieri, 45 anni, di Montesilvano, ritenuto lo spacciatore di riferimento di una serie di professionisti e padri di famiglia.
Nella vita fa l’operaio ma da anni, stando alla ricostruzione della polizia, spacciava droga, a casa (dove vive con la famiglia) e non solo. Dopo una lunga attività illecita svolta al riparo dai controlli delle forze dell’ordine, per il 45enne è scattato un controllo da parte del personale della squadra mobile, coordinata da Pierfrancesco Muriana, che ha saputo dei giri di Olivieri e ha deciso di raggiungere l’abitazione dell’uomo per accertare l’eventuale presenza di droga.
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ITALIA (Toscana): sorpreso in Versilia con 10 kg hashish
(ANSA) – LIDO DI CAMAIORE (LUCCA), 7 MAR – Un canale di approvvigionamento di droga destinata ad essere spacciata anche in Versilia è stato scoperto dai carabinieri che hanno arrestato un 34enne marocchino a Lido di Camaiore, sorpreso con 10 chili di hashish. Il militari di Lido di Camaiore e di Firenze avevano capito che l’uomo era in procinto di eseguire il trasporto di droga destinata anche a rifornire gli spacciatori della pineta di ponente. Il 34enne è stato avvicinato per un controllo mentre stava caricando un trolley a bordo di un’auto. Alla vista dei carabinieri si è dato alla fuga scavalcando le recinzioni di alcune abitazioni, inseguito dai militari. Costretto a fermarsi è stato riportato all’auto dove nel trolley c’erano rinvenuti circa 10 kg di hashish suddivisi in 10 panetti.
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ITALIA (Ancona): arrestato pizzaiolo, la casa era piena di droga
Ancona, 10 marzo 2016 – La Polizia di stato di Ancona ha effettuato, nel corso dei conseuti servizi antidroga, un arresto di rilievo, sequestrando un tipo di stupefacente inusuale per la piazza anconetana: 15 grammi di amfetamine a scaglie, del tipo MDMA, considerate dalla legislazione sugli stupefacenti alla stregua delle droghe pesanti “classiche” come eroina e cocaina.
http://www.ilrestodelcarlino.it/ancona/arrestato-pizzaiolo-la-casa-era-piena-di-droga-1.1964421
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ITALIA (Olbia – Sardegna): disoccupato campano trasportava cocaina
OLBIA – La guardia di finanza ha bloccato, nei giorni scorsi, uno corriere della droga che viaggiava con un chilo e due etti di cocaina. L’operazione che ha portato all’arresto dell’uomo – un autista disoccupato originario di Napoli di 54 anni –, è scattata sabato scorso al porto di Olbia, all’arrivo del traghetto da Civitavecchia. I finanzieri, nel controllare i passeggeri, hanno bloccato l’utilitaria guidata dal napoletano. Al momento dei controlli da parte degli agenti il cane Ral, addestrato a fiutare sostanze stupefacenti, ha puntato una delle portiere dell’auto, all’interno della quale era stato nascosto un pacco dentro il quale c’era un chilo e duecento grammi di cocaina, allo stato quasi puro. L’uomo è stato quindi accompagnato nella caserma di Cala Saccaia per le contestazioni di rito e quindi trasferito nel carcere sassarese di Bancali, in attesa dell’udienza di convalida che si è tenuta ieri mattina, davanti al gip Elisabetta Carta.
Per il corriere, che si è avvalso della facoltà di non rispondere, il magistrato ha confermato il mantenimento in carcere firmando una ordinanza restrittiva, come richiesto dal Pm Angelo Beccu. Resta da scoprire a chi fosse destinata la droga, un quantitativo importante che, una volta tagliato, avrebbe fruttato agli spacciatori oltre duecentomila euro. Il corriere, probabilmente ingaggiato dalle cosche criminali per trasferire nell’isola lo stupefacente, è risultato incensurato ai controlli delle forze dell’ordine.
Quello effettuato nel porto di Olbia è il secondo ingente sequestro di sostanze stupefacenti compiuto dalle Fiamme Gialle appartenenti a comando provinciale di Sassari dall’inizio dell’anno, dopo quello di 4,5 chili di cocaina avvenuto nel gennaio scorso. I controlli delle forze dell’ordine in porti e aeroporti proseguono incessantemente. (Red.Ol.)
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ITALIA (Ndrangheta): arrestato a Fiumicino trafficante di cocaina
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I carabinieri del gruppo di Locri, « al termine di una complessa e articolata attività investigativa svolta direttamente anche dai militari della stazione di San Luca (Reggio Calabria) » – hanno arrestato all’aeroporto romano di Fiumicino, dove era giunto ieri con un volo internazionale proveniente dall’Australia, il latitante Antonio Vottari. L’uomo, 31 anni, condannato il 30 settembre dello scorso anno alla pena definitiva di 7 anni e 6 mesi di reclusione, è « ritenuto responsabile di aver partecipato ad una associazione finalizzata al traffico internazionale di ingenti quantitativi di cocaina, operante tra Sud America, Olanda, Belgio, Germania e Italia, gestita dalle ‘ndrine di San Luca, in Calabria ». Vottari, già condannato nel 2004 per reati in materia di stupefacenti, era ricercato dal 2011, colpito dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Reggio Calabria per traffico internazionale di sostanze stupefacenti; nei suoi confronti era stato emesso un mandato di cattura europeo.
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ITALIA (Carabinieri): sequestrati 180 kg di hashish, valore circa 600mila euro
Sono stati fermati per un semplice controllo, a mezzanotte, mentre si trovavano alla guida di una comunissima Panda. Ma proprio comune quell’auto si è poi scoperto non era: all’interno c’erano 180 chili di hashish.
I carabinieri, venerdì sera, erano al lavoro al casello autostradale di Parma. La scelta era controllare i veicoli meno vistosi e quelli a noleggio e proprio di quest’ultima categoria faceva parte la Panda.
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La guerre à la drogue s’éteint… Et après?

Le fantasme de la fumerie d’opium dans les années 1920.
© Ministère de la Culture – France/Médiathèque de l’Architecture et du Patrimoine
Les stupéfiants ont été une aubaine coloniale, un produit prohibé, la cible d’une croisade. Et maintenant? Le département de Sociologie de l’UNIGE explore les idées émergentes dans une série de conférences
La croisade est peut-être terminée. La «guerre contre la drogue», déclarée par le président états-unien Richard Nixon en 1969 et menée depuis lors sous l’égide des traités internationaux, semble sur le point de s’éteindre et de passer à l’histoire comme l’un des égarements du XXe siècle. Une nouvelle ère s’ouvre, qui s’annonce plus raisonnable, mais où pour l’instant «tout le monde se pose des questions et personne n’a des réponses», note Jean-Félix Savary, secrétaire général du Groupement romand d’études sur les addictions (GREA). «Même le gardien du temple, l’Organe international de contrôle des stupéfiants, qui veille à la mise en œuvre des traités, n’est plus opposé à l’ouverture du débat. Dans son rapport annuel, publié ces jours, il invite à discuter de nouveaux modèles.»
Le GREA est partenaire de l’Université de Genève pour une série de conférences, agendées jusqu’en mai, sur «Les drogues dans tous leurs états». Il s’agit de rassembler et de confronter, en public, les différents savoirs qui s’élaborent au sein de l’UNIGE, rendant ainsi visible un processus en cours, qui vise à regrouper et à coordonner ces compétences. Le cycle s’est ouvert mercredi dernier avec l’historien français Alexandre Marchand en invité principal, plaçant la prohibition des stupéfiants dans une perspective historique. Le 9 mars, le sociologue genevois Loïc Pignolo présentera son enquête de terrain portant sur les dealers de rue et sur leur éthique, plus développée qu’on ne l’imaginerait.
LIRE: https://www.letemps.ch/societe/2016/03/04/guerre-drogue-s-eteint-apres
Les conférences:
«Les drogues dans tous leurs états», jusqu’au 18 mai 2016, les mercredis de 18h30 à 20h à Uni Mail (40, bd. du Pont-d’Arve, Genève), salle MR160, entrée libre. Sous la responsabilité de Sandro Cattacin, avec la participation de Barbara Broers, Anne Philibert et Loïc Pignolo, en collaboration avec le Groupement Romand d’Etudes sur les Addictions
Prochaine conférence le mercredi 9 mars 2016: «Deal de rue dans un quartier genevois: résultats d’une enquête de terrain», avec Loïc Pignolo (Institut de recherches sociologiques, UNIGE) et Christian Ben Lakhdar (Faculté Libre des Sciences Economiques et de Gestion de Lille)
Le blog de la manifestation: www.unige.ch/sciences-societe/socio/blog
https://www.letemps.ch/societe/2016/03/04/guerre-drogue-s-eteint-apres
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ITALIA (Cocaina e hashish da Napoli a Roma e Rieti): 21 arresti « I carabinieri disarticolano un pericoloso sodalizio criminale »
Roma, 3 mar. (askanews) – Droga da Napoli a Roma e provincia, fino a Rieti. E’ questo il percorso di cocaina e hashish secondo quanto accertato dai carabinieri di Poggio Mirteto con l’operazione ‘Bolero’. I militari – si spiega in una nota – hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip della Capitale e da quello di Rieti. Le verifiche e le indagini sono state seguite dalla Procura distrettuale Antimafia di Roma. Venticinque le persone destinatarie di provvedimenti restrittivi della libertà personale, per violazione degli artt. 73 e 74 dpr 309/90 (associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacente) eseguiti stamane quando è scattato il blitz che ha impegnato circa duecento militari. 21 tra questi sono finiti agli arresti, l’elenco comincia con Lorenzo Acciaro, 30 anni, e si conclude con Nadia Vitale, 53.
+ http://www.askanews.it/top-10/cocaina-e-hashish-da-napoli-a-roma-e-rieti-21-arresti_711750589.htm
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MAROC: toujours un des plus gros producteurs de résine de cannabis au monde
Le Maroc est l’un des plus gros producteurs de résine de cannabis au monde et continue de fournir l’Europe, selon le rapport de l’année 2015 publié par l’Organe international de contrôle des stupéfiants (OICS).La plupart de la résine de cannabis destinée à l’Europe est acheminée clandestinement depuis le Maroc, note le rapport de l’OICS, un organe indépendant chargé de surveiller l’application des conventions internationales des Nations Unies relatives au contrôles des drogues.
« Le Maroc demeure l’un des plus gros producteurs de résine de cannabis et reste l’un des principaux pays d’où provient la résine acheminée clandestinement vers l’Europe », révèle le document, soulignant que « le Maroc faisait partie, ces dix dernières années, des trois pays les plus fréquemment cités comme source ou zone de transit de la résine saisie au monde ».
En 2014, le Maroc, l’Afghanistan, le Liban et le Pakistan ont fait partie des pays d’origine et d’envoi de la résine de cannabis saisie en Europe occidentale, est-il mentionné dans le rapport de l’OICS.
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L’AFRIQUE: porte d’entrée et de transit du trafic de drogue et désormais « zone » de fabrication

L’organe international de contrôle des stupéfiants présente son rapport pour l’année 2015. Une donnée connue de longue date se confirme : l’Afrique est bel et bien une porte d’entrée, une zone de transit pour tous types de drogues qui sont ensuite acheminées vers les Etats-Unis, l’Europe et l’Asie. Fait nouveau, le continent devient aussi une zone de fabrication de drogues de synthèses.
Avec notre correspondant à Dakar, Guillaume Thibault
Cocaïne à l’Ouest, héroïne à l’Est, drogues de synthèse et marijuana partout. Le continent africain est toujours une porte d’entrée pour tous types de drogues. « Le trafic de cocaïne demeure une préoccupation majeure », pointe le rapport. La Guinée-Bissau, la Gambie ou encore le nord du Mali sont des zones d’arrivées et de transit connues, mais, signe que ce dossier est ultrasensible, aucun de ces pays n’est cité dans le rapport. Seul le Cap-Vert est présenté comme une plaque tournante de ce trafic, une demi-tonne a été saisie.
Lire sur: http://www.rfi.fr/afrique/20160302-afrique-porte-entree-transit-trafic-drogue
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Dakar (AFP) – L’Afrique reste une « zone de trafic clef » du marché mondial des drogues et sa classe moyenne en expansion est un nouveau débouché pour les trafiquants, affirme l’Organe international de contrôle des stupéfiants (OICS), rattaché à l’ONU, dans un rapport publié mercredi.
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NEW YORK- L’Afrique demeure l’une des « principales plaques tournantes » du trafic de drogues et une des « principales zones » de transit, selon le rapport de l’année 2015 publié par l’Organe international de contrôle des stupéfiants (OICS).
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ITALIA (traffico internazionale di droga): sequestrati 1.200 chili di hashish e un arresto
Milano, 2 marzo 2016 – Maxi operazione di contrasto al traffico internazionale di sostanze stupefacenti tra le province di Milano e Varese. La Guardia di Finanza di Pavia ha sequestrato 1.200 chilogrammi di hashish ed arrestato un trafficante internazionale.
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ITALIA: su furgone 180mila euro hashish, arresti
Polizia sequestra 60 chili a Torino, marocchini in manette
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OPERATIONS UNDERCOVER: qui se souvient de Fausto Cattanéo? A l’OCRTIS peut-être!
«La lutte contre le crime organisé est impossible sans opérations undercover»
Fausto Cattanéo
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Casquette de base-ball et lunettes de soleil sur la visière, Fausto Cattanéo, 58 ans, a repris sa tenue de commissaire de la police antidrogue suisse. Pendant plus de dix ans, le Suisse-Italien a enfilé les habits des «parrains» Rolex en or, fringues de luxe italiennes, «bague à 55 000 francs suisses prêtée par un ami joaillier» pour «traiter d’égal à égal» dans des palaces en Suisse, à Miami, Istanbul, Rio de Janeiro, avec langoustes, champagne à gogo et cigares cubains. Agent undercover (sous couverture), en opérations financées par l’Etat et contrôlées par la justice. Pour décapiter les mafias, le représentant masqué de la loi a dû s’acoquiner avec les hors-la-loi, pseudo- conseillers financiers ou avocats véreux, capables de blanchir des millions de narcodollars en Suisse.
Jusqu’au vertige!
Replié dans une modeste maison rose de la banlieue de Locarno (Suisse), le retraité du double jeu a accroché ses trophées : médailles et écussons des polices antidrogue américaine et européenne, «cravate en or» des carabiniers italiens, faux passeport au nom de Pierre Consoli, «mon oncle préféré», une photo de son pote «Sam» de la DEA (douanes américaines) et de «Consoli» enlacés devant un monticule de paquets bruns d’héroïne iranienne : «100 kilos! Ça vaut 4 millions de dollars», siffle l’agent. Une belle prise et un réseau démantelé, à l’issue d’une infiltration ponctuée de péripéties et de gages, de mensonges et d’improvisations.
Flic par hasard à 27 ans, ce fils de bûcheron et de cordon-bleu, surnommé «Tato» (le petit dernier de quatre enfants), a remisé ses «deux rêves de jeunesse», pilote d’avion ou cuisinier. Le voilà commissaire, agent de sécurité de la Swissair, «à côté du cockpit», bombardé chef du service antidrogue de Locarno en 1975. Contre son gré. «Je ne connaissais rien aux stupéfiants.» Mais le polyglotte (cinq langues) n’y a pas coupé. Ramasser les cadavres de toxicos lui a donné la rage et la «force» de s’attaquer aux filières via les blanchisseurs helvètes implantés à Lugano, grosse place financière qui brasse de l’argent sale, aux portes de l’Italie, à 50 kilomètres de Milan.
A ses débuts, en 1980, un versement à Lugano de 6 millions de dollars de La Paz le met aux trousses de «Miss Bolivie» et d’un fils Suarez, puissante famille qui détient le monopole de la cocaïne. Le commissaire s’infiltre à Miami pour les tractations avec le fils Suarez, puis en Bolivie pour embarquer la marchandise. Sur une piste d’atterrissage aménagée à Cochabamba, «c’est l’équipe paramilitaire de Suarez, les Fiancés de la mort, des fascistes italiens, suisses et allemands dirigés par Klaus Barbie alias Altman, qui charge les 600 kilos de pâte de coca». Au procès, à Miami, Suarez Junior a pointé deux doigts en direction de Cattanéo et «a fait mine de tirer».
L’agent undercover qui s’éclipsait au moment des arrestations n’a jamais compris pourquoi la procureure Carla Del Ponte (aujourd’hui présidente du Tribunal pénal international) a versé au procès du fils de Pablo Escobar son «journal de bord d’infiltré» du cartel colombien, une pièce d’ordinaire confidentielle. Au risque de l’exposer. Trop «incontrôlable» et jusqu’au-boutiste aux yeux de la magistrate. L’ex-commissaire dénonce sa «frilosité» : «La lutte contre le crime organisé est impossible sans opérations undercover.» Avant d’atteindre Escobar junior, le flic a passé une année à manipuler son ambassadeur, Mario Calderón, à le «tenir en dépendance psychologique», à jouer sur son point faible, l’alcool, pour mieux le lui reprocher «je ne veux pas travailler avec un type qui boit» , jusqu’à l’arrivage à Francfort de 390 kilos de coke cachés dans les doubles fonds de barils de bile de taureau destinés à l’industrie cosmétique.
Sans protection de l’Etat, Fausto Cattanéo, qui n’a toujours pas d’adresse publique mais une boîte postale, reçoit encore des menaces des trafiquants. L’ex-agent se fait du mauvais sang, pas tellement pour sa grande carcasse 1,80 m et 80 kg mais pour sa blonde femme brésilienne, Isabel Maria, qui l’a aidé voilà dix ans à traquer les cartels de Rio de Janeiro lors de son ultime opération dite «Mato Grosso», sabordée par des magistrats helvètes. Une enquête «trop dérangeante» qui a révélé de sales pratiques de flics des stups français, brésiliens, suisses et italiens. En 1991, l’agent undercover s’est immiscé entre deux acheteurs, des Napolitains de la Camorra et les fournisseurs boliviens, par l’entregent d’un «chasseur de primes».
A Rio de Janeiro, il mise sur une livraison de cinq tonnes de cocaïne du Brésil en Europe, évoquée dans les conversations téléphoniques. Et tombe amoureux d’Isabel Maria, une vendeuse de bijoux, qui l’a démasqué : «Tu es agent secret, toi !» Elle l’aide ensuite à traduire les écoutes.
En janvier 1992, un commissaire de l’office des stups français (Ocrtis) se plaint de Cattanéo au ministère public fédéral suisse : «Trois chasseurs de primes ne veulent plus travailler avec lui car il fréquente une prostituée.» «Des ragots qui auraient dû être traités par le mépris», peste encore l’ex-flic. Or, ses supérieurs l’ont éjecté de l’opération Mato Grosso et relégué à l’Institut de criminologie de Lausanne. Il enrage, enquête, tombe sur une histoire de ripoux. Un indic lui balance une livraison à Nice de 50 kilos de cocaïne montés par des «collègues» des stups français et suisses, avec pour livreurs deux chasseurs de primes qui ont empoché les 800 000 dollars de la vente.
( FRANCE (OCTRIS année 1989): un grand cru pour Mario Le Corff)
Cattanéo trouve les preuves et les apporte au juge suisse chargé d’une enquête interne sur son cas. Il doit encaisser la riposte : «La presse et la rumeur ont colporté que j’avais enfilé les habits des trafiquants, quitté le commissariat pour entrer dans l’organisation criminelle… Ma mère de 82 ans et mon frère juge sont morts dans le doute.» En 1993, Cattanéo plonge dans une «dépression vertigineuse» et oscille au bord du suicide, face au lac Majeur, le doigt sur la détente de son calibre 9 de service. Broyé et ruiné, avec 350 francs suisses par mois, le flic pleure, impuissant, à des milliers de kilomètres d’Isabel Maria, menacée à Rio et qui se cache dans les favelas, «les endroits les plus malfamés mais les plus sûrs», pour échapper à ses tueurs. Il repart au Brésil, se marie et exfiltre sa belle à bord «d’un bus plein de contrebandiers», 3 000 km jusqu’à Asunción, au Paraguay.
Le 27 juin 1994, l’enquête interne démontre que Fausto Cattanéo a accompli sa mission «en toute légalité».
Réhabilité, le flic opte pour la retraite anticipée avec plein salaire, l’équivalent de 40 000 F par mois.
A Locarno, Isabel Maria tient une boutique de fringues et Fausto Cattanéo se dope au vélo tout-terrain, grimpe 20 km à flanc du mont Motti, pédale 10 000 bornes par an pour se «gonfler» et raconte tout dans un livre sur ses opérations undercover (1). «J’ai été envoyé au feu sans protection. Qui peut prétendre sortir indemne de ce grand jeu ? Pour être crédible, il faut jouer avec ses tripes», écrit le flic suisse, qui en veut à l’Etat de l’avoir laissé tomber. «On sort rarement intact de ce genre d’exercices schizophrènes.».
photo MARC VANAPPELGHEM
(1) Fausto Cattanéo. Comment j’ai infiltré les cartels de la drogue. Editions Albin Michel.
Fausto Cattaneo en 8 dates
15 février 1943 : Naissance au village de Mecolcina, en Suisse italienne.
1969 : Ecole des commissaires de police.
1975 : Chef du service antidrogue de Locarno.
1988 : Représentant de la Suisse
à l’étranger pour les enquêtes sous couverture.
1992 : Conflit avec sa hiérarchie sur l’opération «Mato Grosso» au Brésil.
1992 : Envoyé à l’Institut de criminologie de Lausanne. Mariage avec la Brésilienne Isabel Maria.
1994 : Réhabilité par une enquête interne.
2001 : Livre sur ses opérations d’infiltration des cartels
http://www.liberation.fr/portrait/2001/03/10/une-vie-stupefiante_357355
LIRE aussi:
C’est Alessandro Troja qui permit l’arrestation de Claudio Pasquale Locatelli avec 42 kilos de cocaïne dans le sud de la France par l’OCTRIS de Mario Le Corff.
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Le 27 novembre 1993, le commissaire Fausto Cattaneo, responsable du Service « Informations sur la drogue » de la police suisse, transmet un rapport à toutes les autorités judiciaires suisses compétentes, dont Carla Del Ponte, rapport qui restera sans suites. Malheureusement…

Un rapport dont le contenu a été repris dans un livre intitulé « Comment j’ai infiltré les cartels de la drogue », paru chez Plon en 2001 (dont a également été tiré le film Dirty Money, l’infiltré), où le commissaire Fausto Cattaneo explique que dans le cadre de l’opération Mato Grosso, infiltré parmi les trafiquants de drogue brésiliens auprès de qui il se fait passer pour un avocat mafieux, l’un d’eux, un certain Juan Ripoll Mary, lui parle de l’empire économique et financier de Silvio Berlusconi, qui serait impliqué dans le blanchiment d’argent des narcotrafiquants…
Source: http://adscriptum.blogspot.fr/2010/09/liceberg-silvio-berlusconi-la-partie.html
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ITALIE: des trafiquants ont caché de la drogue dans des œufs en chocolat
Par L. A. le 25/02/2016
Lundi 8 février dernier, des hélicoptères ont survolé le quartier de Parco Verde Caivano, en Italie.
Les unités de chiens des carabiniers italiens ont également été déployés. Vous vous demandez sûrement pourquoi, et bien parce que des dealers de drogue ont planqué des substances illicites dans des œufs en chocolat.
Cacher de la drogue dans des œufs en chocolat pour qu’ils soient transportés par des enfants
L’opération du 8 février a mené à 42 arrestations
Suite à l’opération de la police italienne, 42 personnes ont été arrêtées. Parmi les 42, 17 seraient des jeunes hommes, âgés de 20 à 25 ans, venant de familles aisées ou bien connues pour avoir été impliquées dans des affaires criminelles. Ces jeunes gens utilisaient des cartes sims données par leur patron, qui n’était autre que le propriétaire du magasin de téléphonie.
http://mcetv.fr/mon-mag-buzz/insolite/trafic-drogue-oeufs-chocolat-2502
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Kofi Annan: The failed ‘War on Drugs’ is really a war on people, health and human rights
ITALIA (Blitz antidroga): 21 arresti, sequestrati 35kg di cocaina purissima con il logo « Apple »
Operazione antidroga dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli nei comuni dell’area nord del capoluogo campano: i militari stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 21 persone. Durante il blitz sono stati trovati e sequestrati 35 chilogrammi di cocaina purissima del valore di circa due milioni di euro.
I trentacinque chilogrammi di cocaina sono stati tutti trovati a Marano ( Napoli), in casa di uno dei 21 destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Altri due chilogrammi di hashish, invece, sono stati trovati a casa di un altro indagato, sempre a Marano ( Napoli). La cocaina, tagliata e venduta al dettaglio, avrebbe fruttato agli spacciatori circa due milioni di euro.
http://m.leggo.it/news/articolo-1567562.html
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ITALIA: arrestato dai carabinieri mentre spacciava cocaina
Arrestato dai carabinieri mentre spacciava cocaina
E’ finito agli arresti domiciliari per spaccio di cocaina un operaio di 39 anni, di San Pancrazio Salentino ma residente nella non lontana Torre Lapillo, sulla costa ionica salentina
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